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Quanto costa davvero assumere un dipendente?

Dallo stipendio lordo al costo aziendale: le voci che pesano sul bilancio, un esempio con i numeri e gli errori più comuni di chi assume per la prima volta.

Aggiornata al · 3 min di lettura

In breve

  • Il costo di un dipendente per l'azienda è sensibilmente più alto dello stipendio lordo: contributi, TFR e mensilità aggiuntive si sommano alla retribuzione.
  • Le voci dipendono da contratto collettivo, livello, orario e settore.
  • Gli incentivi possono ridurre il costo, ma solo se i requisiti sono verificati prima dell'assunzione.

Le voci del costo aziendale

Quando si parla di stipendio si pensa al netto che il dipendente riceve in busta paga. Per l'azienda il punto di partenza è invece il lordo, a cui si aggiungono diverse voci.

Voce Che cos'è Quando pesa
Retribuzione lorda Paga fissata dal contratto collettivo per livello e orario Ogni mese
Contributi a carico dell'azienda Versamenti a INPS e premio INAIL Ogni mese
Tredicesima (e quattordicesima) Mensilità aggiuntive previste dal contratto Dicembre (e di solito luglio)
TFR Quota accantonata per la fine del rapporto Matura ogni mese, si paga alla fine
Ferie e permessi Giorni retribuiti non lavorati Durante l'anno

Un esempio con i numeri

Un dipendente a tempo pieno con 1.800 € lordi al mese e un contratto che prevede quattordici mensilità.

Importo annuo
Retribuzione lorda (1.800 € × 14) 25.200 €
Contributi a carico dell'azienda (ipotesi 30%) 7.560 €
TFR (retribuzione annua ÷ 13,5) 1.867 €
Costo aziendale indicativo 34.627 €

In questo esempio ogni euro di lordo costa all'azienda circa 1,37 €. La percentuale reale dei contributi cambia con il settore, le dimensioni dell'azienda e il tipo di contratto.

Esempio indicativo, cifre arrotondate. Non considera incentivi, straordinari, premi o voci particolari del contratto collettivo.

Cosa fa cambiare il costo

  1. Il contratto collettivo: stabilisce i minimi retributivi, le mensilità aggiuntive e alcune indennità.
  2. Il livello: più responsabilità e competenze significano un minimo più alto.
  3. L'orario: un part-time costa in proporzione alle ore lavorate.
  4. Il tipo di contratto: tempo determinato, indeterminato e apprendistato hanno regole contributive diverse.
  5. Gli incentivi: se l'assunzione e l'azienda hanno i requisiti, possono ridurre i contributi anche in modo rilevante.

Gli errori più comuni

  • Ragionare sul netto. Il netto concordato a voce va tradotto nel lordo corrispondente, e il costo si calcola da lì.
  • Dimenticare le mensilità aggiuntive. Tredicesima e quattordicesima vanno accantonate mese per mese, non scoperte a dicembre.
  • Dare per scontato un incentivo. Se manca un requisito l'agevolazione viene revocata e va restituita.

In sintesi

Il costo di un'assunzione si stima partendo dal contratto collettivo e dal livello, non dallo stipendio netto. Un ordine di grandezza è utile per decidere; i numeri definitivi, con gli incentivi applicabili, si fissano con il consulente.

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